Credito d'imposta aziede

Tutte le misure del MiSE per risparmiare con il Credito d’Imposta

Beni strumentali, R&D, formazione. Queste le principali opportunità che consentono alle imprese di investire, risparmiando. Il Piano Transizione 4.0, infatti, introduce e potenzia il Credito d’Imposta per le piccole e medie imprese pronte a scommettere sulla propria crescita e sulla competitività. 

Diverse le occasioni da sfruttare per attuare un piano di innovazione finalizzato alla crescita e digitalizzazione delle imprese.

Credito d’imposta, di cosa si tratta.

Il credito d’imposta è un credito di natura tributaria, che un soggetto economico vanta nei confronti dello Stato. Sono diverse le opzioni che possono determinare il verificarsi di questa situazione:

–   in presenza di agevolazione ad hoc, come quelle previste dal Piano Transizione 4.0

–   in presenza di versamenti o prelevamenti in eccesso rispetto al reale debito fiscale

–   in presenza di meccanismi tributari indispensabili per la funzionalità di specifiche imposte, come nel caso della rivalsa e detrazione dell’IVA.

L’incetivo può essere riscosso tramite rimborso o tramite l’istituto della compensazione. Si misura con metodo incrementale e si calcola solo sulle spese in esubero rispetto alla media delle spese sostenute nei tre anni precedenti (o al momento della costituzione dell’impresa). Il credito d’imposta è sempre direttamente legato alle tasse e viene utilizzato come sconto sui tributi da pagare a fine anno o come rimborso. Il suo ammontare varia a seconda delle disposizioni previste dai diversi bandi.

Credito d’imposta per le imprese, quali opportunità.

Per le imprese sono diverse le occasioni legate agli incentivi fiscali promossi dal MiSE per accrescere la competitività. 

Tra queste:

  1. Crediti d’imposta locazioni a uso non abitativo
  2. Investimenti in beni strumentali
  3. Bonus per la Formazione
  4. Credito d’imposta ricerca, sviluppo, innovazione e design
  5. Investimenti nel Mezzogiorno, nei comuni del Centro Italia colpiti dal sisma e nelle zone economiche speciali (ZES)
  6. Investimenti pubblicitari incrementali

Credito d’imposta sugli affitti.

Il Decreto Rilancio ha introdotto un credito d’imposta per gli immobili a uso non abitativo e per gli affitti d’azienda. Una misura che, secondo i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, è rivolta a una platea ampia: dagli autonomi (come i professionisti) alle imprese, agli enti non commerciali, fino ai forfetari e alle imprese agricole. La cessione del credito potrà essere richiesta a partire dal 13 luglio e fino al 31 dicembre 2021. Tra i dati da riportare:

  •   il codice fiscale del soggetto cedente che ha maturato il credito d’imposta;
  •   la tipologia del credito d’imposta ceduto e il tipo di contratto a cui si riferisce;
  •   l’ammontare del credito d’imposta maturato e i mesi di riferimento;
  •   l’importo del credito d’imposta ceduto;
  •   gli estremi di registrazione del contratto in relazione al quale è maturato il credito d’imposta;
  •   il codice fiscale del cessionario o dei cessionari, specificando l’importo del credito ceduto a ciascuno di essi;
  •   la data in cui è avvenuta la cessione del credito.

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Piano Transizione 4.0, focus sui crediti di imposta.

Il piano Transizione 4.0 ha introdotto importanti novità in materia, potenziando strumenti già esistenti (come il Bonus Investimenti SUD e Bonus Formazione 4.0) e introducendone di nuovi (come quello per l’acquisto di beni strumentali).

Leggi anche: PIANO NAZIONALE TRANSIZIONE 4.0. UN’OCCASIONE PER LE AZIENDE ITALIANE.

Credito d’imposta per Beni strumentali

Niente più super e iper ammortamento, ora per l’acquisto di beni strumentali c’è il credito d’imposta. 

Cosa riguarda? 

Beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi destinati a strutture produttive in Italia. Per gli investimenti in beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati è riconosciuto un credito d’imposta pari al 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro; 20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro.

Per quelli immateriali funzionali ai processi di trasformazione 4.0: 15% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 700.000.

Per investimenti in altri beni strumentali materiali: 6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro ed è riconosciuto anche agli esercenti arti e professioni.

Credito d’imposta Ricerca, sviluppo, innovazione e design.

Si rinnova anche il credito d’imposta legato a ricerca e sviluppo, ampliando il proprio raggio d’azione anche all’innovazione e al design. 

Per la ricerca fondamentale, industriale e lo sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico, è riconosciuto un credito d’imposta pari al 12% delle spese agevolabili nel limite massimo di 3 milioni di euro. Per le attività di innovazione tecnologica per la realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati, pari al 6% delle spese agevolabili nel limite massimo di 1,5 milioni di euro; pari al 10% delle spese agevolabili nel limite massimo di 1,5 milioni di euro in caso di attività di innovazione tecnologica finalizzate al raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0.

 Infine, con riferimento alle attività di design e ideazione estetica, per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari nei settori tessile e della moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e della ceramica, e altri: il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 6% delle spese agevolabili nel limite massimo di 1,5 milioni di euro.

Leggi anche: CREDITO D’IMPOSTA RICERCA E SVILUPPO: CON IL DL RILANCIO VALE DI PIÙ AL SUD.

Bonus Formazione 4.0

Il credito d’imposta formazione 4.0 è relativo alle spese per la formazione dei dipendenti ed è riconosciuto in misura del: 50% delle spese ammissibili e nel limite massimo annuale di 300mila euro per le piccole imprese; 40% delle spese ammissibili nel limite massimo annuale di 250mila euro per le medie imprese; 30% delle spese ammissibili nel limite massimo annuale di 250mila euro le grandi imprese.

Leggi anche: BONUS FORMAZIONE 4.0. ECCO COME FUNZIONA.

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