Riconversione aziendale: cosa significa e cosa sta accadendo in Italia.

Non solo Giorgio Armani. La riconversione aziendale interessa un numero crescente di realtà produttive italiane. Ma di cosa si tratta e cosa sta accadendo in Italia?

Cosa significa riconversione aziendale?

Riconvertire per aiutare, riconvertire per continuare a produrre. L’emergenza sanitaria in corso ha cambiato, per molte aziende, le regole del gioco. Le trasformazioni destinate a restare impresse nella società sono numerose e in molti casi interessano anche il tessuto produttivo. Le prime aziende a incentivare il cambiamento sono state le big company del settore  moda. Ma la sfida interessa anche le pmi. E non solo quelle del tessile.

Quante sono le aziende che hanno pensato a una riconversione aziendale?

  • Fca
  • Amaro Ramazzotti
  • Gucci
  • Calzedonia
  • Campari Group

Solo per citarne alcune aziende che in queste ultime settimane hanno dato il via a processi di riconversione. Dalle auto agli alcolici, oggi la produzione punta su camici, gel igienizzanti, mascherine, calzari per infermieri. L’obiettivo è quello di tendere una mano nel contrasto al Coronavirus e  accelerare la produzione di beni di prima necessità, oggi.

Per rispondere alla domanda: “in cosa consiste la riconversione di un’azienda?” La riconversione, quindi, è una vera e propria trasformazione dei processi produttivi e dell’obiettivo finale della produzione. Non più abiti da sfilata ma mascherine chirurgiche, non più aperitivi ma gel igienizzanti.

Riconversione aziendale: cosa succede in Italia?

Anche in Italia la risposta all’emergenza non arriva solo dai big, né esclusivamente da realtà attive nel sociale. Sono diverse, infatti, le associazioni scese in campo per contribuire con una propria produzione. La trasformazione produttiva interessa soprattutto le tante piccole e medie imprese italiane. Dalle cravatte alle mascherine, dai grembiuli da cucina ai camici monouso per gli ospedali. Cresce la domande e l’attenzione delle aziende verso la riconversione produttiva.

Risorse e finanziamenti per la riconversione aziendale.

Ma quali aziende possono riconvertire i propri impianti in chiave Covid-19? Non solo le aziende del settore tessile. La necessità di dispositivi medici, infatti, agevola la trasformazione anche di realtà produttive di natura ben diversa, come quelle dell’automotive. 

A incentivare questo percorso è la misura #CuraItalia Incentivi di Invitalia: finanziamenti per le imprese che vogliono convertire o ampliare la propria attività per produrre dispositivi medici e dispositivi di protezione individuale. 

Inoltre i finanziamenti di Mediocredito Centrale complementari agli incentivi #CuraItalia, gestiti da Invitalia, integrano la parte non coperta da questi ultimi, che è pari al 25% del programma di spesa, ammesso all’agevolazione. 

Per richiedere il finanziamento, l’impresa deve aver prima presentato domanda di agevolazione ad Invitalia per #CuraItalia Incentivi. 

La misura interessa la produzione, tra le altre cose, di:

  • Ventilatori
  • Mascherine
  • Occhiali
  • Camici
  • Tute di sicurezza

Il Governo ha previsto con il D.L. Cura Italia un budget di 50 milioni di euro destinati alle aziende per ampliare o riconvertire l’attività finalizzata alla produzione di dispositivi medici o di dispositivi di protezione individuale. La dimensione del progetto di investimento può variare da 200mila euro a 2 milioni di euro. Per conoscere i criteri per accedere alla misura puoi consultare direttamente il D.L. Cura Italia.

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