Innovazione PMI

Innovazione e PMI: Quali errori evitare per innovare davvero.

Ti senti pronto per portare un po’ di innovazione nella tua impresa? In questo articolo ti diamo qualche suggerimento per iniziare senza commettere errori!

Industria 4.0, startup, digital transformation, piano transizione 4.0, pmi innovative. Termini, idee, progetti entrati nel linguaggio comune, e masticati dagli imprenditori di ogni settore merceologico. Ma quali sono le linee guida per innovare davvero la propria azienda, senza incorrere in errori che potrebbero mettere a rischio tutto il processo di innovazione e trasformazione digitale?

Innovazione aziendale, a che punto è l’Italia

Poche settimane fa, la Commissione Ue ha pubblicato l’edizione 2020 del quadro europeo di valutazione dell’innovazione. Mentre l’Europa registra complessivamente un buon andamento delle performance relative all’innovazione, superando anche gli Stati Uniti, l’Italia continua a faticare e si posiziona al 19° posto tra i 28 Stati Membri. In media, nel 2019, i livelli dell’innovazione nei Paesi Ue sono aumentate del +8,9% rispetto al 2012, con un miglioramento delle prestazioni in diversi settori chiave in 24 Paesi Ue, soprattutto in Lituania, Malta, Lettonia, Portogallo e Grecia.

L’Italia migliora ma non riesce a superare la barriera degli “innovatori moderati”. Il nostro paese registra il dato migliore dal 2012: con un punteggio pieno di 90 ma si posiziona al 19° posto (eravamo al 21° posto nel 2012). A trainare l’innovazione made in Italy sono le aziende innovatrici, le risorse intellettuali (tra brevetti e design) e il sistema di ricerca più attrattivo. Le pmi, invece, migliorano le performance relative a innovazione di processo e prodotto. Ma tra i principali punti di criticità si segnalano il livello di istruzione media della popolazione, di collaborazione tra imprese a livello internazionale, la scarsa capacità di finanziare l’innovazione, oltre ai gap legati a banda larga e ultralarga.

PMI, traino per l’innovazione

Se da una lato consolida, quindi, il ruolo delle piccole e medie imprese alla guida dell’innovazione made in Italy, dall’altro sono ancora molte le realtà in Italia che devono cambiare passo. Ecco perché sono sempre maggiori le misure messe in campo dal Governo per incentivare l’innovazione tecnologia e la trasformazione digitale delle imprese.

Qual è il livello di innovazione della tua impresa? Hai già avviato un percorso di trasformazione digitale per accrescere la competitività e contribuire al cambiamento del tessuto produttivo nazionale? 

Per sapere quali sono i primi passi da compiere – ed evitare errori che potrebbero costarti tempi e denaro – puoi richiedere una consulenza gratuita ai nostri esperti che sapranno aiutarti a capire come iniziare il tuo viaggio nell’innovazione.

Qui, intanto, proviamo a spiegarti quali sono gli errori da evitare assolutamente.

Innovazione, cosa NON fare

 

  • Non partire senza un progetto.

 

Molti progetti di innovazione falliscono perché non hanno un punto di partenza definito. Se non sai da dove parti, stai costruendo sulle sabbie mobili! La prima cosa da fare quindi è prepararsi al cambiamento attraverso una buona conoscenza dei processi aziendali, dei punti di forza e di debolezza e dei margini di miglioramento. Prima di investire nel cambiamento bisogna sapere da dove iniziare e non pensare di poter innovare da zero. Anche l’innovazione è un processo graduale che richiede tempo e studio.

Quello che ti suggeriamo di fare è un’analisi del livello di innovazione in azienda.

Lo sapevi che con Eureso, il nostro algoritmo predittivo, è possibile ottenere un’analisi del livello di innovazione della tua azienda analizzando la partita iva? 

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  • Non trascurare i dati.

 

La seconda cosa da non fare è essere approssimativi. Conoscere quali sono le esigenze del mercato è fondamentale per fare innovazione. Analizzare i big data, confrontare i trend di mercato e intercettare nuovi bisogni sono le leve da cui prenderà forma il tuo percorso innovativo. Secondo uno studio di Nielsen, entro i primi 5 anni ben il 98% dei nuovi prodotti viene ritirato dal mercato. Un dato sostenuto anche dall’analisi del Boston Consulting, secondo la quale solo il 25% dei nuovi prodotti si afferma con successo sui mercati internazionali. Troppo spesso, infatti, le imprese fanno innovazione di prodotto senza studiare prima le esigenze di un target specifico, ma fermandosi ai trend di mercato. In questo modo non diventano motori di innovazione, ma copie di innovatori.

 

  • Non aspettare troppo per agire.

 

La digitalizzazione è un processo che mira a raggiungere un traguardo importante: la semplificazione. Affrontare un progetto di trasformazione digitale con la metodologia Agile significa mettere in campo un ripensamento radicale dei processi aziendali che consente di avere un elevato livello di flessibilità e velocità di risposta.

Le aziende che adottano la metodologia Agile sono maggiormente orientate al successo nella sfida competitiva della rivoluzione digitale. 

 

  • Non sfruttare gli incentivi a disposizione.

 

Le misure messe in campo dal Governo con il Piano Transizione 4.0 sono un vero e proprio volano per l’innovazione in Italia. Ecco perché un attento screening degli incentivi per l’innovazione e la trasformazione digitale è indispensabile per disegnare un progetto sostenibile e che possa portare a dei risultati di crescita concreti.

Scopri tutte le misure del piano Transizione 4.0. Leggi anche: PIANO NAZIONALE TRANSIZIONE 4.0. UN’OCCASIONE PER LE AZIENDE ITALIANE.