Credito d'imposta beni strumentali

Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali

C’è un motivo in più per investire nella trasformazione tecnologica e digitale. Si tratta del  credito d’imposta per investimenti in beni strumentali, una nuova misura del MiSE a supporto delle imprese che intendono dotarsi di quei beni, materiali e immateriali, funzionali alla modernizzazione dei processi produttivi.

I vantaggi per le imprese che accedono al Credito d’imposta

A questo punto occorre fare una distinzione in base alla tipologia di beni interessati. Il credito d’imposta per i beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati materiali (ad es. macchine utensili operanti con laser e altri processi a flusso di energia, oppure macchine per la deformazione plastica dei metalli, etc.) è riconosciuto nella misura del:

40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro
20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro.

Per quanto riguarda gli investimenti in beni strumentali immateriali funzionali ai processi di trasformazione 4.0 (ad es. software, sistemi, piattaforme e applicazioni di realtà virtuale per lo studio realistico di componenti e operazioni) il credito riconosciuto ammonta al:

15% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili.

Rientrano in tale casistica anche le spese per servizi sostenute mediante soluzioni di cloud computing per la quota imputabile per competenza.

Per investimenti in altri beni strumentali materiali, diversi da quelli già citati, è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del:

6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione in cinque quote annuali di pari importo (che si riducono a tre per gli investimenti in beni immateriali), a decorrere dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione per i beni citati, ovvero di entrata in funzione per gli altri beni.

Un’altra precisazione: è possibile cumulare il credito d’imposta con altre agevolazioni che abbiano a oggetto i medesimi costi, restando nei limiti massimi del raggiungimento del costo sostenuto.

Chi ha diritto al credito d’imposta

Hanno diritto a queste agevolazioni, tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato. Sono incluse anche le organizzazioni di soggetti non residenti, a prescindere dalla natura giuridica, dal settore economico, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.

Il credito d’imposta del 6% per gli investimenti in altri beni strumentali materiali è rivolto anche agli esercenti arti e professioni.

Sono, invece, escluse le imprese in stato di liquidazione, fallimento, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale, e le aziende destinatarie di sanzioni interdittive.

Per fruire del credito è necessario il pieno rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Come accedere alle agevolazioni per ottenere al Credito d’imposta per beni strumentali

Gli investimenti oggetto del credito sono quelli effettuati a decorrere dal 1 gennaio 2020 e al 31 dicembre 2020, ovvero entro il 30 giugno 2021, a condizione che l’ordine risulti accettato dal venditore entro il 2020 e che sia avvenuto il pagamento di acconti almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Per i beni tecnologicamente avanzati e immateriali, le imprese dovranno produrre una perizia tecnica semplice, rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale, o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato.

Tale documentazione dovrà certificare che i beni siano interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura, e che rispettino le caratteristiche riportate negli allegati A e B. Per i beni che hanno un costo unitario di acquisizione non superiore a 300.000 euro è sufficiente una dichiarazione da parte del legale rappresentante.

Le imprese che intendono fruire dell’agevolazione sono tenute a presentare una comunicazione al Ministero dello sviluppo economico, tramite il modello e le modalità che saranno stabiliti con apposito decreto direttoriale.

A chi rivolgersi per ottenere l’agevolazione

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